Levanto riscopre uno dei suoi luoghi più centrali e significativi: Piazza Colombo, da poco restituita alla comunità dopo un attento intervento di riqualificazione urbana. Uno spazio oggi aperto, accogliente e verde, che però custodisce sotto i piedi una memoria rimasta nascosta per decenni.

Durante i lavori, sotto la pavimentazione, è riemerso un bunker della Seconda guerra mondiale, parte del sistema difensivo nazista. Nel lungomare attorno al Casinò, un tempo, c’era anche un muro, distrutto immediatamente dopo la fine del conflitto. Il bunker, invece, fu seppellito e dimenticato, inglobato dal tempo e dal terreno, fino a riapparire in modo quasi simbolico proprio durante i lavori di rinnovamento.

Oggi quel passato è stato rispettato, ma anche superato con delicatezza. Proprio sopra al vecchio bunker, è stata piantata una magnolia: una scelta simbolica, un segno di vita, rinascita e speranza. La bellezza che prende il posto del conflitto, la natura che cresce dove un tempo c’era la guerra.

La nuova Piazza Colombo si presenta con un volto fresco e accogliente: pavimentazione rinnovata, spazi verdi, nuove sedute e un’atmosfera pensata per la socialità e l’incontro. Un esempio riuscito di come si possa fare memoria senza monumenti, ma con gesti concreti e simboli vivi.

Ma Piazza Colombo non è solo questo. A fianco della nuova sistemazione, trovano spazio anche due antichi cannoni medievali, a testimonianza della lunga e articolata storia difensiva della cittadina, posti intorno al monumento ai caduti in mare, che ricorda i tanti levantesi che hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo ed in giro per il mondo, legando la piazza alla dimensione marinara che da sempre caratterizza la vita del nostro borgo.

Con la sua nuova veste, Piazza Colombo diventa un luogo di incontro, di memoria e di bellezza. Un piccolo scrigno urbano che racconta secoli di storia e che oggi guarda al futuro con orgoglio e sensibilità.

La piazza è stata ripavimentata, abbellita con nuove sedute e spazi verdi, diventando un luogo di incontro, socialità e bellezza. Un piccolo grande esempio di come si possa fare memoria senza rimanere prigionieri del passato, restituendo dignità e futuro agli spazi urbani.

Levanto riabbraccia così la sua piazza, con lo sguardo rivolto avanti, ma con radici ben salde nella propria storia.

Jorik Cadelago

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