Negli anni più irregolari e affascinanti della sua carriera, Gino Paoli visse un’esperienza poco nota e breve sulla Riviera ligure: quella di gestore del Casinò di Levanto.

Tra il 1968 e il 1970, in un momento in cui si era temporaneamente allontanato dalla scena musicale, Paoli accettò quasi per caso di dirigere il locale. Fu un periodo di trasformazione: il cantautore raccontò di aver preso in mano una struttura da reinventare, arrivando persino a ristrutturarla personalmente, mattone dopo mattone, verniciare i muri, e molto molto altro, per darle una nuova identità fatta di sala da ballo, ristorante e spazio per spettacoli.

Sotto la sua guida, il Casinò di Levanto divenne un punto di riferimento mondano e culturale. Sul palco e tra i tavoli passarono artisti come Mina, Lucio Battisti, i Ribelli, i Rokes, Equipe 84, i Camaleonti, Pino Donaggio, Dino, Georges Moustaki, Paolo Villaggio, Ornella Vanoni e molti altri, contribuendo a trasformare il piccolo borgo ligure in una sorprendente capitale estiva dello spettacolo. Le serate si riempivano di concerti, feste e incontri, attirando un pubblico elegante e curioso, simbolo di quel turismo d’élite che caratterizzava la Liguria degli anni Sessanta.

Per Paoli quell’esperienza fu molto più di un lavoro, infatti rappresentò una pausa creativa, un momento di distacco dalla fama e insieme un modo diverso di vivere la musica, non più solo come autore ma come regista di atmosfere. In quel Casinò affacciato sul mare, la sua sensibilità artistica si tradusse in eventi, incontri e notti che mescolavano arte e vita.

Oggi, ripensando a quegli anni, Levanto conserva ancora l’eco di quella stagione irripetibile: quando un cantautore decise di smettere temporaneamente di cantare per accendere le luci su un palcoscenico più grande, trasformando un piccolo paese in un luogo dove, per qualche estate, sembrava passare il mondo intero.

Un ultimo pensiero, oggi, va a Gino Paoli: alla sua musica, alla sua libertà e a quella capacità rara di trasformare ogni luogo — anche un piccolo casinò sul mare — in poesia. Buon viaggio, maestro.

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