Scoprire Levanto: l’accoglienza e la genuinità di piccolo gioiello tutto italiano

Di Simona Sacri

Scoprire Levanto, il suo mare, i suoi dintorni, la sua storia.

Molti la considerano – a ragione, certo – la porta d’accesso alle Cinque Terre.

Ma c’è di più.

Quel “qualcosa di più” che difficilmente si può trovare in una guida turistica o nei classici consigli su cosa fare o vedere.

Quella sensazione – improvvisa ed intensa – di sentirsi come a casa, sensazione che ogni visitatore sa far propria in un modo tutto suo, che mi ha accompagnata, non lasciandomi mai sola, durante i giorni trascorsi in questo meraviglioso angolo di Liguria e che si è trasformata alla partenza in una sorta di dolce, malinconica nostalgia.

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Levanto è ospitalità, mare, sapori, architettura e tanta, tantissima storia.

È il sorriso dei suoi abitanti, la gentilezza nell’indicarti un percorso, le tinte vivaci e le decorazioni delle sue antiche ed affascinanti dimore, il labirinto di vicoli che si inerpicano fin sulle alture, il suono gentile delle campane delle sue vecchie chiese.

Levanto è il sole che scalda la pelle ed il rumore improvviso e forte delle onde, quelle che tanto piacciono ai surfisti che giungono fin qui da ogni parte del mondo per “cavalcarle”.

Levanto è l’odore del mare ed il suo sapore che arriva fino in tavola, il profumo di una focaccia appena sfornata, l’accoglienza e la genuinità di un piccolo gioiello tutto italiano.

Scoprire Levanto: percorsi

Ripenso alla varietà di percorsi e di itinerari tematici capaci di soddisfare il visitatore più esigente e mi ritrovo, come per incanto, a camminare per le vie del borgo antico seguendo il sentiero che conduce su per la collina fino alla pittoresca piazzetta della Chiesa di San Andrea e poi ancora più su fino alle mura del vecchio Castello di San Giorgio.

Distratta dal suono di una campana lontana ridiscendo fino alla Loggia Medievale e da lì come ipnotizzata dal rintocco incessante risalgo verso l’Oratorio di San Giacomo. Proseguo in un’altalena di sali scendi attraverso una serie di pittoresche viuzze che si intersecano tra loro e che svelano a tratti scorci segreti, frammenti di vita passata che rimandano ad una Levanto lontana nel tempo.

Seguendo i colori e le originali decorazioni delle dimore settecentesche di via Garibaldi mi ritrovo in una piccola cappella alle spalle di Piazza Cavour, l’antico Oratorio di San Rocco. Ed è qui che seduta ad osservare il magnetico crocifisso ligneo perdo la cognizione del tempo.

È mattina, una limpida mattina di inizi maggio.

Scelgo di percorrere il sentiero n.1 in direzione sud, verso le Cinque Terre. L’aria è frizzante ed il sole già alto, il percorso si inerpica su per la montagna regalandomi a tratti scenari mozzafiato sulla costa e poco dopo istantanee del suo interno, una sorta di bosco magico fatto di roccia, rami e tronchi in cui la luce filtra a fasci.

La sorpresa più gradita me la fa Punta Mesco con la veduta – indimenticabile – su Monterosso e poi Vernazza e poi ancora Corniglia e Manarola ed infine Riomaggiore… il piccolo paradiso delle Cinque Terre.

La stanchezza non mi impedisce di girovagare curiosa per il borgo vecchio di Monterosso ed alla fine mi concede una rigenerante pausa fronte mare a base di focaccia appena sfornata, pomodorini, rucola e stracchino… riesco ancora a sentirne il sapore.

Come se stessi sfogliando le istantanee impresse su un vecchio rullino fotografico cambio d’improvviso scenario e mi ritrovo a passeggiare al tramonto sul lungomare di Levanto, è quasi buio, il vento d’improvviso si alza e con lui le grandi onde all’orizzonte… mi allontano contro voglia, è ora di cena, una tipica cena ligure. Ricordo il profumo delle trenette allo scoglio mangiate a pochi passi dal mare e le luci delle Ville della “Pietra” che riflettono sull’acqua.

È nuovamente mattino, cammino – stavolta verso nord – seguendo la linea di costa attraverso l’antico percorso ferroviario ottocentesco fino a Bonassola e poi a Framura.

Una serie di gallerie e di sorprendenti scorci a picco sul mare e poi piccole cale, case sulle rocce e spiagge… l’acqua è cristallina, il cielo terso, la voglia di tuffarsi è tanta ma il tempo ahimé sempre troppo poco.

So già che tornerò.

Scoprire Levanto: suggerimenti

Levanto è sempre una buona idea.

Che sia per un breve, intenso weekend o per una lunga, rigenerante vacanza.

Nel tiepido abbraccio e nei profumi della primavera, nel cuore della calda e rigogliosa estate mediterranea, nei colori accesi dell’autunno più sorprendente o nella magia di un inverno mai troppo rigido.

Portate con voi un abbigliamento informale e scarpe comode, scegliete un hotel centrale e dimenticate – almeno fino alla partenza – l’auto al parcheggio.

Levanto saprà sorprendervi in mille modi differenti, e poi vi farà tornare.

Simona Sacri ha scritto di Levanto anche sul suo blog di viaggi: “Weekend a Levanto: impressioni, spunti e consigli per la visita

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